mercoledì 31 dicembre 2008

Ecco una chicca, ma non per bambini eh!

L'ho scoperta solo di recente, non ho mai visto nessun ciclista girare per andare a prendere quella strada e non ne avevo sentito mai parlare da nessuno. Le alternative sono due: o è semi sconosciuta oppure... è troppo dura!
E' stato per caso che l'ho trovata, arrivati in fondo, ma proprio in fondo alla valle di Faetano l'unica alternativa è "girare" la bici e tornare indietro, tutte quelle viuzze nella zona industriale sotto Faetano sono morte o diventano sterrate, quindi terra per i bikers. Tutte tranne una. Se si arriva in fondo alla "Valle" come suggerivo nel post precedente, cioè facendo il "giro delle industrie" (zona industriale, si gira in tondo per rimettersi sulla strada dell'andata... giro delle industrie, non fa una piega) passando da basso, da destra per intenderci, si arriva ad un incrocio. Qui si può salire per lo strappetto di 150 metri al 10% che poi permette di imboccare la discesina per riprendere la strada dell'andata, oppure si può girare a destra e segire le indicazioni per il canile dell' A.P.A.S. , ma invece di andare al canile seguite la curva a gomito verso sinistra, e poi di nuovo a sinistra anche perchè a destra è strada bianca.
L'inizio è facile, i primi 600 metri oscilla tra il 7% e il 3%, poi arriva la prima rampa, 500 metri con pendenza media dell' 11,4%. Poi però si respira. Si perchè la particolarità di questa salita non è solo che è dura, ma il fatto che sale a "gradini". Addirittura superato questo primo tratto duro la strada per un centinaio di metri è in leggerissima discesa. Poi riprende subito dura, ma senza costanza, 250 metri al 9,5% e poi 150 metri al 13%. Poi si respira ancora poi un altro gradino di 200 metri al 12,5%. Indovinate un po? ancora una breve boccata d'aria e un altro gradino al 12% e poi... no stavolta niente boccata d'aria. Al suo posto una bella rampa al 16%, solo 200 metri ma sono tosti, anche perchè questi ultimi 400 metri, il tratto al 12 più questo al 16 sono 400 metri al 14,2% di media. Uno può pensare "400 metri sono corti", beh... se non siete allenati e state facendo la stratosferica velocità di 8 km all'ora, questi 400 metri dureranno la bellezza di 3 minuti, 3 lunghissimi minuti al massimo dello sforzo. Poi...no, non spiana, altri 300 metri al 9,5%, poi si finalmente si respira per un po'. Ma è una salita corta, qui ogni tratto è corto, soprattutto quelli in cui si respira, in prossimità dell'incrocio la strada torna a salire ma non oltre il 6%. All'incrocio si prende a destra e ora stanno per arrivare altri 450 metri all' 11,3% gli ultimi 150 dei quali sono tutti al 13,5%. Un attimo prima di arrivare all'incrocio, ma proprio un attimo prima la pendenza si dimezza. Ora siete a Borgo Maggiore e potete dire di aver fatto una delle 3 salite più dure per arrivare in "cima" al monte Titano, ma nessuno lo chiama così perciò dite pure San Marino. In totale la salita misura 4 km, si compie un dislivello di 325 metri. E' una stradina stretta l'asfalto in certi tratti è messo male, molto crepato, e indovinate un po... proprio nei tratti dove la strada si inerpica di più. La pendenza media non rende giustizia a questa salita che pur lasciando spazi per riprendere un attimo fiato, è molto tosta. Ah già la pendenza media è dell' 8,1%.
Continua...

lunedì 29 dicembre 2008

Impossibile non conoscerla

Rampa di lancio per il monte Titano (San Marino) o da percorrere avanti e indietro per buttar giù chilometri in piana, il fondo valle del parco del Marano meglio noto ai ciclisti della zona come “valle di Faetano” è di sicuro la zona più battuta dai ciclisti di Rimini e dintorni. Da Villaggio primo Maggio passando per Ospedaletto e Gaiofana, seguendo le indicazioni per San Marino si imbocca il fondovalle del parco del Marano. Arrivati al laghetto di pesca sportiva si entra ufficialmente in territorio sammarinese, da qui ancora un paio di km di piana e poi si dovrà scegliere. Cinque sono le possibilità.
La più facile è anche la più breve. Proseguendo dal lago si arriva ben presto nella zona industriale, un piccolo strappetto di 50 metri e subito svolta a sinistra che lo strappo nemmeno è terminato, nemmeno 200 metri e si svolta a destra, prima che la valle muoia definitivamente avete ancora un chilometro, un chilometro e due di falsopiano in salita, alla prima biforcazione si può scegliere destra o sinistra, cambia poco, tanto si torna indietro comunque. Per venire giù con slancio consiglio di prendere a destra, si inizia la salitella per 50 metri nemmeno e prendendo a destra si ridiscende per risalire ancora, nemmeno li chiamo strappi è un dislivello da cavalcavia. Poi all’incrocio si gira a sinistra e si fa uno strappetto di 150 metri al 10% e si svolta alla prima strada ancora a sinistra per ridiscendere con slancio e reinboccare la via dell’andata. Ma questa è la variante breve, quella per i giorni uggiosi che proprio non ne hai voglia di fare di più.
Le altre…le altre sono una peggio dell’altra.
C’è la salita che passa per Faetano paese che è relativamente facile, si arriva a San Marino, o per meglio dire Borgo Maggiore. C’è la salita che passa per Monte Giardino, che non è più facile, ma nemmeno difficile. C’è il muro di Albereto, per andare a Montescudo, è corta ma… si fa sul serio, ci sono un paio di rampe al 16% che prese in giornata storta lasciano il segno. E infine c’è la semi sconosciuta strada che dalla zona industriale di Faetano arriva su a Borgo Maggiore o Castel Fiorentino in base a come si gira ad un certo bivio, anche questa è relativamente corta, ma è una delle salite con pendenze maggiori nel circondario, se non sei allenato fatta questa, se arrivi in cima, non hai voglia di andare oltre. Ma è troppa carne al fuoco per un post unico, perciò al prossimo.
Continua...

Se siete in vacanza nel riminese con la vostra bici...

...seguite questo blog e vedremo di portarvi in giro per le stupende terre dei Malatesta... senza accompagnarvi però!
l'idea è di provare a parlarvi di percorsi, salite, panorami, dove poter trovare fontane per abbeverarvi e quanto ci verrà in mente di scrivere delle nostre esperienze in bici (rigorosamente da corsa) nella nostra terra, e forse non solo questo, non so che ne verrà fuori.
Continua...